Viaggi

23 ottobre 2010

 

Lausanne

Alla stazione di Ginevra mi scambiano per autoctona. Quando scoprono la mia provenienza vengo ribattezzata “La p’tite italienne

Lausanne è una città con salite e discese, strade che fanno da ponte su altre strade. Intrecciati sui suoi tanti livelli, gli edifici sono gotici e futuristi insieme.

E’ una città di interni: le finestre sono ampie, ricoprono intere pareti, e riversano in strada luci e atmosfere calde.

I locali sono mitteleuropei, raccolti, con tavoli e boiseries in legno.

Sedevo al Café Roman e mangiavo fonduta. Uno svizzero con i baffi ed una birra da un tavolo affianco approfitta di un mio momento di solitudine e mi rivolge la parola: “Sii furba: per le donne il tempo passa più in fretta. Stasera c’è la luna piena”.

The Netherlands

A Groningen giriamo in bicicletta tra i ponti e i canali. Non c’è mai tempo di dormire: seguiamo i corsi al Policlinico Universitario, poi la sera si cena a casa degli studenti olandesi e si esce per ballare, fino a notte tarda.

Mi sento leggera: cresco, senza dolore, senza fatica. Dormo poco e non ho mai sonno: non ho più incubi, un sonno vuoto e felice.

Amsterdam è una città senza pudore: si mostra completamente, senza filtri. Si ha l’impressione di potersi scegliere: la città non s’impone, ciascun passante sembra poter seguire un percorso su misura per lui. E’ la città che si adatta all’Uomo, senza vincoli né morale. Tutto diviene così naturale da perdere sensualità. E’ libertà senza segreti, autentica e inumana.

Torino

Sono arrivata in Ottobre, con l’aria di neve. Calco sulla testa un cappello di velluto nero. Dalla stazione prendo un tassì che mi porta in albergo. Alle spalle ci sono i Murazzi del Pò e in fondo si vedono le colline.

La mattina raggiungo a piedi Piazza Vittorio Veneto, cammino sotto i portici di Via Pò, compro il giornale in un’edicola che porta scritto “La Stampa” sulla sua insegna, quella gialla delle edicole che oggi altrove non si vedono più, e penso di essere un personaggio di Pavese.

L’ultimo giorno sono salita in cima alla Mole Antonelliana. L’ascensore di vetro sale su attraverso il Museo del cinema, e nella salita incrocio i volti in bianco e nero dei divi di ieri. Sulla cima mi guardo intorno, Torino dall’alto e le colline piemontesi, quelle di Pavese. Ho l’impressione che se scrivessi ora non potrei usare che le parole e le emozioni solitarie e piene dei suoi libri.

2 Risposte to “Viaggi”

  1. flavia86 detto

    Ciao Erica! Curiosando nel blog di Valerio ho trovato il riferimento al tuo blog e mi sono soffermata a leggere qualcosa. Spero che non ti dia fastidio visto che ci conosciamo solo di vista (eravamo a scuola insieme). Volevo lasciarti un breve messaggio per dirti che ho sentito di condividere molte delle tue emozioni:la Francia nel cuore, la nostalgia dell’Aula Magna e della campanella di scuola, l’ombra dei platani in via Merulana..e altro ancora:) Ciao, Flavia

Lascia un Commento

Please log in using one of these methods to post your comment:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.