29 Aprile

10 maggio 2009

 

olivierLd

 La fermata del metrò è rimasta uguale. Fuori non so più che stagione sia: forse di nuovo estate, ancora estate, fine o inizio, ho perso il segno.

 Era sempre lì che aspettavo, ma stasera non ho un appuntamento.

Ad ogni passo tintinnano le monetine della collana e degli orecchini. Un suo regalo, bellissimo. Lui sa sempre quando lo indosso, e anche così ci ha tenuti uniti quando ci eravamo persi.

 Quell’altra sera, doveva essere Settembre, camminavamo per la stessa strada: vestivo a righe, appena tornata dalla villeggiatura, e gli confidavo riflessioni sulla mia infanzia. Prendemmo un gelato buonissimo, il mio era gusto riso e miele credo.

 Lui disse che lì vicino abita M.. Saremmo andati insieme a casa sua, una di quelle sere. Poi, fu qualche tempo dopo, ci perdemmo.

 E’ lì che vado stasera: non so dove sia, mi guida il ricordo di quella sera. Porto un vino della sua terra. Brindiamo: domani F. parte. E lui è già partito da un po’. Prima però, ci siamo ritrovati.

 E così lo chiamo al telefono stasera: sono arrivata. Dove? Ti ho raggiunto, mi hai raggiunto. Non siamo poi così lontani.

A presto, ciao amore ciao. (Se ci fosse la tua chitarra canteremmo).  

(Foto di Olivier Ld, “Fantômes”)

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