Quanto tempo?
5 gennaio 2009
“Quanto tempo bisognava aspettare?” Mi ha chiesto baciandomi.
Quanto tempo per questa casa tra gli ulivi, per questi fuochi per l’anno nuovo nel buio?
Il tempo di ricordare ogni istante, sporadico istante. Il tempo di dimenticarci ripetutamente e ritrovarci sempre, per caso o perché ci apparteniamo. Non parlo d’amore -per noi è ancora una lingua straniera- però ci apparteniamo.
Ho riagganciato il telefono dopo aver parlato con te ed ho ricordato che è passato un anno esatto da quando sei tornato, da quando ci siamo rincontrati per la prima volta dopo tanto tempo. Oggi come un anno fa mi proponi un caffè. Oggi come un anno fa scrivo di te. Oggi, ancora, non so dire se tutto sia immobile o se invece niente sia ormai uguale.
Quanto tempo, allora, per capire, per dare nomi, per vivere questo “noi” indefinito?
Non m’importa il tempo che manca, né il nome che vorremo dargli: m’importa solo quanto vorremo offrirci, quanto riusciremo a svelarci.
Photo by Praditya Nova